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Making promuove la capacità delle comunità locali di definire la propria domanda attiva di utilizzo dello spazio pubblico attraverso il placemaking


La progettazione collaborativa, il co-design, l’autocostruzione e l’auto-gestione di spazi aperti, pubblici, marginali, per farli diventare luoghi collettivi da usare e condividere.
Making prevede strategie diverse come interventi urbani, arte pubblica, dotazione di arredi e di verde, piccole sistemazioni di suolo, disposizione di servizi, eventi,
performance di strada …
Il progetto vuole ricostruire “micropiazze urbane”, spazi pubblici collettivi. Tutte le strade e i siti marginali possono diventare spazio di qualità aperto a diversi utenti.
La trasformazione sarà a favore degli spazi pubblici se le persone saranno attratte da funzioni nuove e riprogrammate, e dalla riformulazione dello spazio fisico,
considerando la crescente interazione delle attività ricreative e del tempo di lavoro.
Da gennaio 2015 saranno attivi ogni venerdì pomeriggio, presso i Bagni Pubblici di via Agliè 9 i LABORATORI DI PLACEMAKING.
Abitanti e frequentatori di Barriera sono invitati a far parte dei making team per co-progettare e poi autoprodurre le attrezzature per gli spazi
pubblici, con la collaborazione di esperti e tecnici: falegnameria (intaglio, lavorazione, taglio), stampa per serigrafia su tessuto/carta e tappezzeria,
sartoria e anche vetreria e lavorazioni metalliche.
Making privilegia la sostenibilità ambientale ed il riuso, la ricreazione di micro paesaggi marginali con pratiche partecipative.
Sono stati individuati spazi da potenziare, oggetto di analisi ed aperti alla scelta e progettazione partecipata.
L’idea è il rinnovamento dello spazio pubblico come costruzione di un patrimonio comunitario, riducendo la disuguaglianza nella distribuzione dello spazio utilizzabile,
creando nuovi spazi disponibili e aumentando gli spazi pubblici di qualità. Questo approccio richiede di rafforzare e stimolare le micro – comunità locali per facilitare
relazioni con il governo cittadino e per promuovere il disegno di spazi pubblici integrati ed interattivi.
 
 

Gli spazi per il making



A. via Petrella – piazza Rostagni


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2014. La piazza Rostagni, si trova a nord del quartiere, in una parte a prevalenza residenziale, racchiude più aree con dimensioni considerevoli, ma è utilizzata solo nella parte centrale dove si trovano i percorsi pedonali, le sedute e l’area gioco.
È considerato un luogo di aggregazione e socializzazione, ma privo di senso d’appartenenza, la presenza dei prati, il numero minimo di altre attrezzature ne limitano l’uso come spazio pubblico di inclusione sociale.
Gli spazi attuali non sono destinati ai giovani, al relax e allo svago.


 
 

B. rotonda all’incrocio vie Cherubini – Spontini – Mercadante


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2014. La rotonda stradale sarà intitolata ad un musicista locale. E’ consuetudine attribuirgli diverse titolazioni, da “scatola” per la vicinanza di distributori automatici di snack a “tre cabine” per la presenza delle vecchie cabine telefoniche. E’ dominata al centro da un grande albero, con intorno alcune panchine. Non è presente alcun tipo di barriera, di protezione dal traffico stradale all’intorno.
La piazza – rotonda è utilizzata come zona di solo attraversamento o di sosta, con diversi utenti a seconda delle ore.


 
 

C. spazio corso Vercelli angolo via Desana (sotto il murales)


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2014. L’area residuale, chiusa fra i muri ciechi di due edifici e le strade, è dominata dall’emergenza del murales dell’inizio degli anni 2000, la caratterizzano la forma e la disposizione delle sedute, che favoriscono il dialogo, e delle barriere e delle aiuole-muretto, presentano segni di degrado.
La frequentazione è sia occasionale, come transito, in relazione alla presenza di un complesso scolastico e di diverse attività commerciali, sia di sosta per un gruppo di residenti del quartiere che la utilizza abitualmente.


 
 


D. via Ternengo (davanti alla Chiesa di Gesù Operaio) – via Tollegno (fino al Giardino Einstein)


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L’area è a margine dei percorsi di passaggio durante le ore centrali della giornata fra diversi edifici scolastici, l’oratorio e la Chiesa di Gesù Operaio, i servizi di quartiere, chiusa fra due proprietà e due strade.
Il fondo del muro è segnato da insegne e murales, il nuovo murales sul fronte opposto, tracce di arredi per dare nuovi usi ad uno spazio scarsamente frequentato, percepito come poco accessibile e sicuro, con l’erba alta e poca manutenzione. In continuità ad un tratto senza arredi, via Tollegno connette alla fascia di uno spazio pubblico riattrezzato nel 2014, il Giardino Einstein.

 
 

Altri spazi possono essere aggiunti, su richiesta di gruppi di cittadini.

Il making team di barriera ha promosso un primo studio conoscitivo sulle aree, riguardo all’organizzazione degli spazi, la dotazione di strutture, i caratteri fisico-prestazionali e socio-percettivi: Campagnolo R., Panella M., Abitare gli spazi residuali. Coprogettazione ed autocostruzione nel quartiere Barriera di Milano (tesi Laurea Magistrale, 2014).


 
 
ABITARE GLI SPAZI RESIDUALI
stralcio tesi

ABITARE GLI SPAZI RESIDUALI.
ANALISI, presentazione tesi



 
 

Idee progettuali per il making

 
 

Il placemaking si focalizza sulla progettazione e costruzione eco-sostenibile e di riciclo di attrezzature e servizi. L’attenzione per interventi minimali e low-cost riguarda anche lo scarto – le attrezzature dismesse dello spazio pubblico – e le potenzialità di loro rielaborazione e riuso, ready-made, considerando il ri-valore economico
Da gennaio 2015 il Laboratorio settimanale presso i Bagni Pubblici di via Agliè 9 e i sopraluoghi ed incontri sui siti hanno permesso il coinvolgimento di abitanti, utenti, stakeholders per sollecitare idee e proposte.
Il gruppo di MMB ha lavorato a interpretare le diverse domande, a stimolare la progettualità e poi a dar forma ai progetti.


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